Antonio Bazzi - il Sodoma autoritratto
diavolo tentatore
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All'interno dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, e più precisamente nel Chiostro Grande, troviamo una grande serie di affreschi voluti dall'Abate Domenico Airoldi di Lecco.
In due distinti periodi furono chiamati ad esprimere la loro arte prima Luca Signorelli (nel 1495) e poi Antonio Bazzi detto il Sodoma (nel 1505).
Il tema su cui i due artisti si dovettero cimentare fu analogo: la storia della vita di San Benedetto.
Furono prodotte 35 nicchie affrescate con le opere che potete di seguito ammirare.
Non entriamo nel merito dei singoli episodi che facilmente ognuno può ricostruire acquistando uno dei tanti libri sulla vita di San Benedetto.
Ci interessano più alcune curiosità come il l'autoritratto del Sodoma nella scena di "Come San Benedetto risalda lo capistero che era rotto" (è la figura centrale) o il ritratto (sempre eseguito dal Sodoma) di Luca Signorelli e di due giovanissimi Leonardo e Botticelli nella scena di "Come San Benedetto riceve li due giovinetti romani Mauro e Placido".
Negli affreschi poi si trovano tante chicche come i numerosi animali che tanto piacono al Sodoma (cani, furetti ect) e tanti diavoli!
Un'altra curiosità è data dalla presenza dell'unico affresco dipinto dal genero del Sodoma Bartolomeo Neroni detto il Riccio con la scena di "Come San Benedetto invia Mauro in Francia e Placido in Sicilia"
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