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Siamo nella primavera del 1213.
San Francesco e Frate Leone stanno girovagando tra la Toscana e la Romagna in quella terra ancor'oggi chiamata Montefeltro.
San Francesco riesce a farsi invitare alla Rocca dei Signori del Montefeltro e li tiene una grande orazione.
Noi la facciamo facile e veloce ma pensate di essere in una festa medioevale del duecento, chiedete e Vi danno la parola per fare un'orazione "sull'orrore del peccato".
Se non siete San Francesco cinque minuti dopo Vi sareste trovati, se Vi andava bene, a meditare dentro una gabbia a penzoloni fuori dalla torre più alta del castello.
Al Santo ovviamente va bene e riesce a fare buon bottino di anime.
Tra queste c'è Messer Orlando Cattanei Conte di Chiusi in Casentino.
Il Conte doveva avere diversi problemi di anima o forse semplicemente le parole di San Francesco lo avevano toccato in modo speciale.
Tanto è che propose al Santo di regalarGli un monte solitario noto con il nome di La Verna, a suo modo di vedere, molto adatto per chi vuol fare penitenza.
E lo era davvero tanto che già nel 1214 le grotte del monte erano abitate dai primi frati.
Chiusi di Verna diventò la seconda casa di San Francesco e qui ricevette, nel settembre del 1224, tra due ali di angeli serafini, le Sacre Stimmate.
Il Divin Poeta Dante all'uopo scrive
"Nel crudo sasso intra Tevere ed Arno
da Cristo prese l'ultimo sigillo
che le sue membra due anni portarno"
(Dante, Paradiso,cap. XV, vv.106-108)
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Ora il Suo corpo portava le piaghe profonde e grondanti sangue come se anch'Egli avesse subito il supplizio della crocifissione.
"Sulle palme delle mani e sul dorso dei piedi si manifestarono delle escrescenze carnose come capocchie di chiodi e, dalla parte opposta, punte acuminate profonde.
Sul costato poi una larga ferita, dai lembi rosseggianti, che versava continuamente sangue, imbrattava le vesti e rigava le carni".
tratto da Vita di San Francesco di Assisi
Casa editrice francescana frati minori conventuali pag. 119
(in corsivo le modifiche al testo originale fatte dallo scrivente)
Dal 1226, ogni giorno, all'Ora Nona (le quindici) la processione dei frati attraversa il Santuario per recarsi a pregare alla Cappella delle Stimmate a ricordo di questo grandissimo miracolo.
Nel 1431 La Verna passò (con concessione di Papa Eugenio IV) sotto il dominio di Firenze.
Firenze a sua volta l'affidò ai Consoli dell'Arte della Lana ... che a loro volta l'affidarono alla bravura dei Della Robbia.
La Verna pertanto segue la storia della Signoria Medicea prima e del Granducato di Toscana poi fino all'Unità d'Italia.
Con il Regio Decreto del 1866 che istituì la soppressione degli ordini religiosi, il Comune di Firenze ne rivendicò lo "ius patronati" e ne divenne proprietario fino al 1933.
Infine, a seguito dei Patti Lateranensi, La Verna fu restituita, sotto forma di affitto, ai Frati Minori Francescani.
Tra le tante vicissitudini si segnala che il Santuario fu bombardato durante la seconda guerra mondiale.
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