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Convento di San Bartolomeo a Piegaro (PG)


Il convento Francescano di San Bartolomeo è sito in mezzo ad un bosco nel comune di Piegaro nelle vicinanze del Castello di Cibottola.

La sua costruzione risale ai primi tempi del francescanesimo, precisamente al periodo compreso fra il 1216 e il 1226, quando cominciò l'espansione dell'Ordine.

Il terreno dove sorse il convento fu donato a San Francesco dai monaci benedettini della vicina Abbazia dei Sette Fratelli di Pietrafitta, mentre l'edificio fu eretto a spese della vicina Perugia intorno al 1223.

Il Convento fu dei Conventuali fino al 1474 per poi passare agli Osservanti.

Convento di San Bartolomeo a Piegaro


Il Convento di san Bartolomeo era sede del noviziato, fu qui che si presentò nel 1750 il giovane Giovanni Croci, noto poi come Beato Leopoldo, per essere ammesso all'Ordine.

Il Convento fu ampliato più volte nel corso dei secoli.

Con il 1866 e l'avvento dello Stato Unitario, in seguito alla legge che sopprimeva le corporazioni religiose, fu incamerato dal Demanio d'Italia.

I novizi furono allontanati e fu consentito solo ai frati adulti di rimanervi fino alla morte.

Il Convento venne definitivamente chiuso nel 1892, i beni mobili e immobili furono venduti all'asta e sparsi un po' ovunque.

Liberamente tratto da:

"Memorie di una terra: Piegaro e i suoi castelli di S. Pistelli e M. Pistelli. Città della Pieve, Luglio 1992"

Convento di San Bartolomeo a Piegaro
Convento di San Bartolomeo a Piegaro


Il Convento è oggi disabitato e la struttura è in parte crollata ed in ogni caso pericolante.

La visita è vietata anche per ragioni di sicurezza e di incolumità dei visitatori.

Convento di San Bartolomeo a Piegaro

La testimonianza di chi ci è stato

Avevo un ricordo sfocato di quella gita fatta con mio fratello tanti anni fa, con le moto da cross, nelle colline intorno al paese di Pietrafitta nel comune di Piegaro.

Una cosa però mi era rimasta ben impressa nella mente: le rovine di un allora per me misterioso rudere.

Un giorno parlandone alla mia ragazza abbiamo deciso di cercare questo misterioso convento la cui stradina sterrata che vi accede doveva trovarsi nei pressi del castello di Cibottola.

Il territorio in questione è particolarmente bello, caratterizzato da alte colline ed estesi boschi,borghi antichi,castelli e conventi con panorami mozzafiato anche sul vicino lago Trasimeno.

Lasciamo la macchina nei pressi di un'azienda agricola vicino al castello di Cibottola e superiamo una sbarra.

Ci incamminiamo in questa strada in aperta campagna fino a che, superate alcune curve e saliscendi, il convento compare come per magia completamente isolato.

La struttura è ancora in piedi ma visibilmente deteriorata.

L'accesso è difficoltoso e bisogna farsi largo fra rovi e sterpaglie e la mia ragazza non se la sente di entrare e mi aspetta all’esterno.

A solo entro e Mi muovo con circospezione.

A terra noto la presenza di calcinacci dipinti testimonianza di opere pittoriche non più recuperabili.

Il frate con il teschio nelle mani e la figura raffigurante probabilmente la Vergine Maria sono ancora li, ma chissà ancora per quanto tempo resisteranno!

Il tetto della chiesa è crollato e si nota ancora la base massiccia in pietra dell'altare.

La desolazione è immensa pensando a questa importante testimonianza storico-religiosa che sta scomparendo poco a poco nell'indifferenza di chi dovrebbe provvedere.

Piegaro 2009

Stefano Righi

Secondo la tradizione popolare (e gli scritti francescani) nel/dal convento sono passati:

  • San Francesco

  • Frate Masseo

  • Sant'Antonio da Padova

  • San Bonaventura da Bagnoregio

  • Beato Egidio di Assisi

  • Beato Leopoldo

San Francesco
Convento di San Bartolomeo a Piegaro


Le antiche cronache francescane dei secoli ci riferiscono anche che fu qui che frate Masseo impetrò dal Signore la virtù dell'umiltù, dopo aver protestato (con il Signore) che in cambio avrebbe dato perfino gli occhi.

Convento di San Bartolomeo a Piegaro
Convento di San Bartolomeo a Piegaro


Sempre frate Masseo fu protagonista di un altro episodio che fa riferimento alla raccomandazione ad un confratello di scorgere sempre il bene negli altri per poter diventare buono.

Tutte le foto di questa pagina ed i testi sono di Stefano Righi che si ringrazia per la collaborazione.






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