Lodi di Dio Altissimo
Tu sei santo, Signore Iddio unico, che fai cose stupende
Tu sei forte
Tu sei grande
Tu sei altissimo
Tu sei Re onnipotente
Tu sei il Padre Santo, Re del cielo e della terra
Tu sei trino ed uno, Signore Iddio degli dei
Tu sei il bene, tutto il bene, il sommo bene
Signore Iddio vivo e vero
Tu sei amore, carità
Tu sei sapienza
Tu sei umiltà
Tu sei pazienza
Tu sei bellezza
Tu sei sicurezza
Tu sei pace
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia
Tu sei temperanza
Tu sei tutta la nostra ricchezza
Tu sei bellezza
Tu sei mitezza,
Tu sei il protettore
Tu sei custode e il difensore nostro
Tu sei fortezza,
Tu sei rifugio
Tu sei la nostra speranza
Tu sei la nostra fede
Tu se la nostra carità
Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile
Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.
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Queste Lodi ci sono pervenute autograte del Santo, perchè scritte da Lui stesso sul verso della pergamena che contiene la Benedizione a frate Leone.
Nei lato della pergamena (riferiscono le Fonti Francescane) che contiene la Benedizione a frate Leone, sopra di essa, da altra mano e con inchiostro rosso è scritto:"Il beato Francesco, due anni prima della sua morte, fece una quaresima sul monte della Verna, ad onore della beata Vergine Maria, Madre di Dio e del beato Michele arcangelo, dalla festa dell'Assunzione di santa Maria vergine fino alla festa di San Michele arcangelo; e la mano di Dio tu su di lui mediante la visione e le parole del serafino e l'impressione delle stimmate di Cristo nel suo corpo; compose allora queste laudi che sono scritte nel retro di questo foglio, e le scrisse di sua mano, rendendo grazie al Signore per il beneficio a Lui concesso".
Anche Tommaso da Celano nella Vita Seconda cap. XX, 49 ci rende testimonianza del fatto: "Un giorno Francesco lo chiama (frate Leone): Portami - gli dice - carta e calamaio, perchè voglio scrivere le parole e le lodi del Signore, come le ho meditate nel mio cuore".
Subito gli portò quanto aveva chiesto, ed Egli, di sua mano, scrisse le lodi di Dio e le parole che aveva in animo.
Alla fine aggiunse la benedizione del frate e gli disse: "Prenditi questa carta e custodiscila con cura fino al giorno della Tua morte.
La data di composizione dunque è chiara: Settembre 1224.
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Esortazione alla Lode di Dio
Temete il Signore e rendetegli onore
Il Signore è degno di ricevere la lode e l'onore
Voi tutti che temete il Signore, lodatelo
Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con Te
Lodatelo, cielo e terra
Lodate il Signore, o fiumi tutti
Benedite il Signore, o figli di Dio
Questo è il giorno fatto dal Signore, esultiamo e rallegriamoci in esso
Alleluia, alleluia, alleluia! Il Re di Israele
Ogni vivente dia lode al Signore
Il Lodate il Signore, perché è buono
Tutti voi che leggete queste parole, benedite il Signore
Benedite il Signore, o creature tutte
Voi tutti, uccelli del cielo, lodate il Signore
Servi tutti del Signore, lodate il Signore
Giovani e fanciulle lodate il Signore
Degno è l'Agnello che è stato immolato di ricevere la lode, la gloria e l'onore.
Sia benedetta la santa Trinità e l'indivisa Unità
San Michele Arcangelo, difendici nel combattimento
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Mariano Fiorentino (+1523) afferma che queste Lodi erano nel Convento dell'Eremita (Terni), e che erano autografe di S. Francesco.
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Lodi per Ogni Ora
Santo, Santo, Santo il Signore Dio onnipotente che è, che era e che verrà
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Tu sei degno, Signore Dio nostro e, di ricevere la lode, la gloria e l'onore e la benedizione
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Degno è l'Agnello, che è stato immolato di ricevere potenza e divinità, sapienza e fortezza, onore e gloria e benedizione
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Benedite il Signore, opere tutte del Signore
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
Date lode al nostro Dio, voi tutti suoi servi voi che temete Dio, piccoli e grandi
E lodiamolo ed esaltiamo nei secoli
Lodino lui, glorioso, i cieli e la terra
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
E ogni creatura che è nel cielo e sopra la terra e sotto terra e il mare e le creature che sono in esso
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli
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Queste lodi il Serafico Padre le ha desunte in parte dalla Sacra Scrittura, e venivano recitate prima di ogni ora del Divino Ufficio e dell'Ufficio della Passione e della Vergine, ed erano recitate subito dopo il Santissimo Padre Nostro.
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Preghiera di Lode e Ringraziamento
Onnipotente, Santissimo, Altissimo, Sommo Dio,
Padre santo e giusto, Signore Re del cielo e della terra, ti rendiamo grazie per il fatto stesso che tu esisti,
ed anche perché con un gesto della tua volontà, per l'unico tuo Figlio e nello Spirito Santo, hai creato tutte le cose visibili ed invisibili e noi, fatti a tua immagine e somiglianza, avevi destinato a vivere felici in un paradiso dal quale unicamente per colpa nostra siano stati allontanati.
E ti rendiamo grazie, perchè, come per il Figlio tuo ci creasti, così a causa del vero e santo amore con il quale ci hai amati, hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre vergine beatissima Santa Maria e hai voluto che per mezzo della croce, del sangue e della morte di Lui noi fossimo liberati dalla schiavitù del peccato.
E ti rendiamo grazie, perchè lo stesso tuo Figlio ritornerà nella gloria della Sua maestà per mandare nel fuoco eterno gli empi che non fecero penitenza e non vollero conoscere il tuo amore e per dire a quelli che ti conobbero, adorarono, servirono e si pentirono dei loro peccati:
Venite Benedetti del Padre mio:
entrate in possesso del regno che è stato preparato per voi, fin dalla creazione del mondo! (Mt. 25,34)
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E poichè noi, miseri e peccatori, non siamo nemmeno degni di nominarti Ti preghiamo e Ti supplichiamo, perchè il Signore nostro Gesù Cristo, il Figlio che Tu ami e che a Te basta sempre e in tutto, per il quale hai concesso a noi cose così grandi, insieme con lo Spirito Santo Paraclito, ti renda grazie per ogni cosa in modo degno e a te gradito.
E umilmente preghiamo in nome del Tuo amore la beatissima Maria sempre Vergine, i beati Michele, Gabriele, Raffaele e tutti gli angeli, i beati Giovanni Battista e Giovanni evangelista, Pietro e Paolo, i beati patriarchi, profeti, innocenti, apostoli, evangelisti, discepoli, martiri, confessori, vergini, i beati Elia ed Enoc, e tutti i santi che furono, che sono e che saranno, perchè, come essi possono fare, rendano grazie a Te, per tutto il bene che ci hai fatto, o sommo Dio, eterno e vivo, con il Figlio Tuo diletto, Signore nostro Gesù Cristo e con lo Spirito Paraclito nei secoli dei secoli.
Amen.
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Questa stupenda preghiera fa parte della regola non bollata e si trova nel capitolo XXIII.
E' stata definita da P.S. da Campagnola "una confessione lirica nella quale si può additare il Credo sublime di San Francesco".
Il Serafico Padre, dopo aver reso grazie alle tre Persone della Santissima Trinità, invita Maria Santissima, i Cori angelici e tutti i Santi a rendere grazie al "sommo e vero Dio".
Anche noi rendiamo grazie a Dio altissimo e sommo.
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Signore Iddio
Signore Iddio,
che tutti ti possiamo amare con tutto il cuore,
con tutta l'anima,
con tutta la mente,
con tutta la capacità e la forza
con tutto l'intelletto e con tutte le potenze,
con tutta l'intensità,
con tutto l'affetto,
con tutto il nostro intimo,
con tutto il desiderio e la volontà:
perchè Tu, o Signore,
a noi hai dato e ancora dai tutto il tuo corpo
e tutta l'anima tua e la tua vita intera!
Tu che ci hai creati, ci hai redenti e per sola Tua misericordia ci salverai;
Tu che hai fatto e fai ogni bene a noi, miserabili e miseri come siamo, putridi e fetidi, ingrati e cattivi.
Che null'altro, dunque, possiamo noi sapere, null'altro desiderio, null'altro volere, in null'altro trovare piacere o diletto, se non in Te, che sei Creatore e Redentore e Salvatore nostro: in Te che sei solo vero Dio, pienezza di bene, ogni bene, tutto il bene, vero e sommo bene, che solo sei buono, pio e mite, soave e dolce; che solo sei santo e giusto, vero e retto; che solo sei benigno, innocente e puro.
Da Te, per Te e in Te è tutto il perdono, tutta la grazia, tutta la gloria di tutti i penitenti e giusti e di tutti i beati che insieme godono nel cielo.
Nulla, dunque, o Signore, ci separi, nulla ci divida, nulla ci impedisca dall'amarti ovunque e in ogni tempo, ogni giorno e di continuo, in verità e con umiltà e di portare sempre in cuore Te, vero Dio.
Che sempre Ti possiamo amare ed onorare, adorare e servire, lodare e benedire e glorificare, sempre magnificare ed esaltare.
E grazie, Signore!
Grazie a te, altissimo e sommo Iddio Trinità ed Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutto.
Salvatore di quanti credono e sperano in Te e Te amano; che sei senza principio e senza fine,
ammirabile, invisibile, inenarrabile, ineffabile, incomprensibile, imperscrutabile, benedetto, lodevole, glorioso e super esaltato, sublime, eccelso, amabile, soave, dilettevole.
Tutto sempre sopra ogni cosa desiderabile nei secoli dei secoli.
Amen.
Bartolomeo da Pisa: De conformitate, fruct. XXIII, p. Il - FF 70-73
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Bartolomeo da Pisa riporta questa preghiera nel suo libro "De Conformitate", come conclusione della stessa Regola.
Per corretezza di informazione la prgehiera è, alquanto diversa, da quella che al capitolo 23 conclude la prima Regola dei Frati Minori,
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Onnipontente Santissimo
Onnipotente, santissimo
altissimo e sommo Iddio,
che sei il sommo bene,
tutto il bene,
ogni bene,
che solo sei buono,
fa che noi ti rendiamo ogni lode,
ogni gloria,
ogni grazia,
ogni onore,
ogni benedizione,
e tutti i beni.
Fiat.
Fiat.
Amen.
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Con questa Orazione, il Santo concludeva la preparazione alla recita deIl'"Ufficio della Passione del Signore" che era la preghiera quotidiana dei frati quando non avevano ancora i breviari.
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Preghiera prima dell'ufficio Divino
Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio,
concedi a noi miseri di fare,
per tua grazia, ciò che sappiamo che Tu vuoi,
e di volere sempre ciò che Ti piace,
affinchè purificati nell'anima
affinchè interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo,
possiamo seguire le orme del Figlio Tuo,
il Signore nostro Gesù Cristo,
e a Te, o Altissimo,
giungere con l'aiuto della Tua sola grazia.
Tu che vivi e regni glorioso
nella Trinità perfetta
e nella semplice Unità,
Dio Onnipotente
per tutti i secoli dei secoli. Amen.
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San Francesco, prima di iniziare la recita dell'Ufficio divino era solito recitare questa preghiera.
Bartolomeo da Pisa la chiama "la Preghiera prima delle ore canoniche".
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Mio Dio e mio tutto
Mio Dio e mio tutto!
Chi siete voi,
mio dolcissimo Signore Iddio,
e chi sono io,
io povero vermiciattolo,
vostro servo?...
Signore santissimo
io vorrei amarvi…
Signore mio Dio,
io vi dono tutto il cuor mio
e lo desidero ardentemente
fare sempre di più,
se almeno lo potessi compiere.
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Questa preghiera è riportata da Bartolomeo da Pisa, nelle sue "Conformitates", come preghiera quotidiana di San Francesco.
Anzi, Bartolomeo scrive che il Serafico passava delle notti intere meditando su queste parole.
Il Santo davanti alla immensità di Dio si umilia fino a chiamarsi "vermiciattolo!".
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