Il tempo passa e l'Eternità si avvicina

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San Francesco di Assisi

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Chiusi di la Verna - San Francesco riceve le Stimmate

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una visita nei luoghi della fede


Vita dal 1182 al 1212 Vita dal 1213 al 1226 Il lupo di Gubbio La regola e le preghiere

Vita dal 1181 al 1212

San Francesco nasce, tra il Dicembre 1181 e il Settembre 1182, di Pietro Bernardone dei Moriconi, ricco mercante di stoffe e spezie, e dalla nobile Signora Pica Bourlemont, un figlio a cui viene dato inizialmente (dalla madre) il nome di Giovanni.

San Francesco

La leggenda vuole che Giovanni (Francesco) sia stato concepito durante il viaggio in Terra Santa della matura coppia.

San Francesco ed i primi seguaci

Il padre, che al momento della nascita era in Francia per affari, quando ritornò ne cambiò il nome in Francesco e, con tale nome, fu ed è comunemente e generalmente conosciuto.

Il giovane Francesco venne battezzato nella cattedrale di San Rufino nella stessa Fonte Battesimale ove poi vennero battezzati Santa Chiara, San Gabriele dell'Addolorata ed infine Federico II.

La Plateola

Il giovane Francesco studiò il latino ed il volgare, la musica e la poesia.

Il padre Gli insegnò il francese ed il provenzale.

Pietro Bernardone ovviamente desiderava avviarlo all'attività del commercio e così Francesco si trovò adolescente a lavorare dietro il bancone nella bottega paterna.

Un primo atto di carità

Si narra che Francesco era un giorno intento nel lavoro di bottega quando alla porta si presentò un mendicante che chiedeva elemosina.

San Francesco

Francesco prima lo scacciò in malo modo, ma poi pentitosi lo inseguì e gli chiese scusa e gli offrì una grande elemosina.

San Francesco ed i primi seguaci

La gioventù cavalleresca

E' il Novembre 1202.

Francesco ha vent'anni e lo spirito cavalleresco lo porta a partecipare alla guerra tra Assisi e Perugia.

Gli eserciti si scontrarono a metà strada nei dintorni dell'attuale Collestrada.

Perugia (Peroscia) sconfisse l'esercito di Assisi e tra i prigionieri Vi era anche Francesco.

La prigionia, che durò oltre un anno, non fu ne breve e ne dorata.

Francesco tornò a casa malato e solo le amorevoli cure della madre ed il tempo lo ristabilirono.

Spinto dal Suo spirito cavalleresco decise di seguire Gualtiero de Brienne nel sud Italia, ma giunto a Spoleto, ebbe un'apparizione del Signore, che Gli ordinava di tornare indietro e Gli disse:

"Francesco, chi è meglio seguire, il servo od il Padrone?"

e Francesco rispose "Meglio il Padrone"

"E allora perchè dunque Ti affanni a cercare il servo invece del Padrone"

"Cosa Vuoi che Io faccia o Signore?"

"Ritorna ad Assisi."

"Non è questa la Tua vita"

Da Vita di San Francesco di Assisi - Lo Sposo di Madonna Povertà

Francesco lasciò gli esterrefatti compagni di avventura e fece ritorno ad Assisi abbandonando definitivamente l'idea di una vita militare.

La conversione a Madonna Povertà

Poco si sa del periodo dal 1203 alla primavera del 1206.

Comunque la conversione di Santo Francesco sta prendendo corpo.

Di questo periodo ci sono noti solo alcuni eventi ...

Nel primo evento Santo Francesco è a Roma nel 1206.

San Francesco

Qui, forse incoraggiato dal Suo anonimato, gettò i Suoi denari nella cesta delle elemosine e scambiò i suoi abiti con quelli di un mendicante per poi mettersi anch'Egli a mendicare di fronte a San Pietro.

Nel secondo evento Santo Francesco è nella piana di fronte ad Assisi.

Qui incontra un Lebbroso.

Frenando la naturale ripugnanza e vincendo lo spirito di conservazione che lo avrebbe portato a fuggire, Gli si avvicinò e lo baciò con il bacio dell'Amore per poi continuare nel Suo cammino.

Ma poi, poco dopo, voltandosi si rese conto che il Lebbroso era sparito.

Quel Lebbroso era Gesù Cristo che era sceso in terra per ricevere il bacio dal Suo Servo.

San Francesco lasciò ampia traccia nel suo Testamento di questo incontro:

"Il signore Iddio in questo modo dette a Me, Frate Francesco, di incominciare a far penitenza.

Essendo in peccati, a Me pareva troppo amaro vedere i lebbrosi, e Iddio Signore Mi condusse tra quelli e fui loro misericordioso.

E partendomi da loro, quello che prima Mi parve amaro si convertì in dolcezza di animo e corpo"

Da Vita di San Francesco di Assisi - Lo Sposo di Madonna Povertà pag.22

La conversione

Gli amici, non capendo cosa stava succedendo al loro compagno di brigata, pian piano lo isolarono.

Il padre, capendo che le sue attese sul quel primogenito stavano svanendo, era disperato.

San Francesco

Probabilmente anche la madre non capiva cosa succedeva a Francesco, ma, da madre, lo confortava.

Così Francesco scelse il silenzio e la meditazione tra le campagne di Assisi, forse in quelle grotte od anfratti che esistono sotto il Colle dell'Inferno.

Non disdegnava altresì di fare tappa per pregare nella Chiesetta di San Damiano che dista appena 2 chilometri da Assisi.

E fu qui, un giorno come tanti altri, che il Crocifisso della cappellina si animò dicendoGli per tre volte:

"Va, o Francesco.

Ripara la mia casa che cade in rovina".

Francesco tornò a bottega caricò di stoffe un cavallo ed andò a venderle a Foligno e, dato che Gli sembrò di avere ricavato troppo poco, vendette anche il cavallo!

Con i denari ricavati andò dal sacerdote di San Damiano.

Va, o Francesco. Ripara la mia casa che cade in rovina

Immaginate la scena:

Francesco vuole donare quei denari al prete che conoscendolo, o meglio conoscendo il Pietro Bernardone, non li vuole.

Francesco insiste e finisce con il gettare quei denari dentro la chiesa .... quando arriva un irato Pietro di Bernardone, probabilmente avvertito sul cosa stava avvenendo giù a San Damiano.

Questa volta Francesco non ebbe il coraggio di affrontare apertamente il padre e preferì nascondersi per oltre un mese.

Ad affrontare Pietro Bernardone fu invece il prete ... che optò per restituire i denari ricevuti da Francesco.

Francesco voleva rompere con il mondo terreno per arrivare ad una vita di estasi e di spiritualità.

Sempre più spesso nella Sua testa risuonavano le parole:

"Chi ama il padre e la madre più di Me, non è degno di Me"

Da Vita di San Francesco di Assisi - Lo Sposo di Madonna Povertà pag.26

Il comportamento di Francesco era sempre più strano fino a che un giorno si mise a camminare per le strade di Assisi vestito di stracci e stranezza e sporco come pochi.

In questo stato lo trovò, o forse è più giusto dire, lo raccolse il povero Pietro Bernardone.

Convinto di avere un figlio malato (di pazzia) lo riportò a casa e rinchiuse in quella che oggi è ricordata come la cella di San Francesco.

Come suo solito Pietro Bernardone andò per il mondo a commerciare lasciando Francesco in custodia alla madre ... che lo lasciò libero!

La storia ci racconta come andò a finire la cosa: Pietro Bernardone ritornato dai suoi viaggi scoprì che Francesco era libero e lo ricercò per diseredarlo.

San Francesco rinuncia alle vesti

Pensando da laico Pietro si rivolse ai Consoli di Assisi, ma Francesco, che questa volta non ebbe il timore di affrontarlo, gli contrappose il Vescovo di Assisi Guido II, davanti al quale, in pubblica piazza, Francesco rinunciò a tutti i beni paterni.

In piazza ad Assisi.

di fronte Pietro Bernardone e Francesco ...

... con in mezzo il Vescovo Guido II



Vescovo Guido II


"Tu Messer Pietro non puoi impedire a tuo figlio di seguire la via che Dio Gli ha segnata .....

... e Tu Francesco se vuoi veramente seguire il Signore sulla strada della Perfezione rinuncia ad ogni cosa"



San Francesco


Udite Tutti.

Finora ho chiamato padre Pietro Bernardone, ma poichè da oggi intendo servire solo il Signore, rinuncio a tutto quello che potrebbe toccarmi da lui in eredità e gli rendo le vesti che ho indosso.

D'ora in poi potrò così invocare liberamente al Signore Padre Nostro che sei nei Cieli"

Da quel giorno del 1207 San Francesco entrava a servizo di Dio, ma non era ancora ne un sacerdote ne un frate!.

San Francesco rinuncia alle vesti

San Francesco preferì allontanarsi per un certo periodo da Assisi.

Risalito il Chiascio punto prima sul monastero di San Verecondo a Vallingegno e poi su Gubbio.

Gubbio era in quel periodo "assediata" da un feroce lupo!

Il feroce lupo di Gubbio

L'animale che incuteva terrore e morte tra gli Eugubini.

Il Santo lo affrontò appena fuori dalle mura di Gubbio nei pressi della chiesa della Vittorina.

E solo con le Sue parole San Francesco ammansì il lupo rendendolo docile e domestico.

Questo è considerato il primo miracolo di San Francesco.

La vestizione di San Francesco

Frate Francesco iniziò così la sua Grande Opera in compagnia di Madonna Povertà, di Fra Silenzio e di Sorella Pace, con indosso un camice di tela grezza, che volle da solo confezionarsi ispirandosi alla forma della stessa croce, cinto ai fianchi da una bianca cordicella a tre nodi e calzando dei poveri sandali.

La vestizione di San Francesco

Come suo unico bagaglio, una sacca contenente gli strumenti del muratore: la squadra, il compasso, la cazzuola, il filo a piombo, il mazzuolo, la riga e lo scalpello, a simboleggiare rispettivamente la rettitudine del pensiero, l'amore fraterno che tutto cementa, la rettitudine di giudizio, il lavoro indefesso e la sottomissione delle proprie imperfezioni spirituali al lavoro dello Spirito, che tutto trasformando, fa giungere alla perfezione.

Ecco quindi che ritornato ad Assisi alla fine del 1207 San Francesco si dedicò per tutto il 1208 alla riparazione di San Damiano, di San Pietro alla Spina e della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli che poi diventò la sua abitazione.

La Porziuncola da www.inassisi.com
La Porziuncola da www.inassisi.com

In questo periodo San Francesco concepì (ascoltandoli o leggendoli dal Messale e dal Vangelo) i primi abbozzi di quella che poi sarebbe divenuta la regola Francescana.

Spesso la leggenda si mischia con la storia e la storia è fatta anche di piccole cose.

La parola del Vangelo

E' il 24 Febbraio 1209, siamo presso la Porziuncola.

Un benedettino dell'Abbazia del Monte Subasio vi officia saltuariamente la Santa Messa.

Il benedettino legge dal Vangelo di Matteo il capitolo X e per San Francesco si apre un mondo comprendendo (finalmente) cosa deve fare:

Non Vi procurate oro ed argento o denaro per le vostre tasche, non una borsa da viaggio, ne due tuniche, ne calzature e neppure un bastone; poichè l'operaio ha diritto al suo sostentamento
(Matteo 10,10)

Questo diceva il Vangelo e San Francesco lo avrebbe applicato alla lettera.

Le gesta e le prediche alla pace ed alla fratellanza fatte nelle piazze di Assisi da parte di San Francesco (il Poeta) non passarono inosservate e le genti di Assisi cominciarono a cambiare l'opinione su questo stravagante giovane e così, dopo qualche tempo, Gli si affiancarono i primi seguaci.

Del primo seguace non ne è noto ne il nome e ne la fine ... forse aveva cambiato idea dopo aver provato la dura (futura) Regola.

Pertanto la storia ci indica come primo "discepolo" Bernardo da Quintavalle (magistrato) seguito da Pietro Cattani (canonico in San Nicolo' e dottore in legge) (+10 Marzo 1221).

San Francesco aveva i seguaci, ma non sapeva cosa fare.

Affidandosi totalmente a Dio San Francesco "interroga" il messale tre volte ed ottiene come risposte:

"Se vuoi essere perfetto vai e vendi tutto quello che possiedi e donalo ai poveri, così avrai un tesoro in cielo"

"Chi vuol venire dietro di Me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e Mi segua"

"Non vogliate portare per via cosa alcuna"

Queste sono le linee guida per chi vuole seguirlo e tutti devono accettarle.

Poco dopo arrivarono Egidio (un contadino) e successivamente Sabatino, Morico, Filippo Longo e prete Silvestro.

Seguirono poi Giovanni della Cappella, Barbaro e Bernardo Vigilante ed infine Angelo Tancredi.

L'Ordine Francescano

Erano arrivati ad essere in dodici e tutti i compagni vestivano come Francesco di un rozzo saio cinto da una corda.

Le prime esperienze "conventuali" con i compagni San Francesco li ebbe prima alla Porziuncola e poi nel Tugurio di Rivotorto da dove, nell'estate del 1210, partì, con tutta la Sua allegra brigata, alla volta di Roma ...

L'Ordine Francescano

La data ufficiale della nascita dell'Ordine dei Frati Minori è il 1210 quando Francesco ed i compagni vengono ricevuti dal Papa Innocenzo III che verbalmente approva la Regola.

Anche in questo caso la storia e la leggenda si incrociano.

Intanto diciamo che San Francesco era stato fortemente raccomandato ad Innocenzo III dal Vescovo Guido che fece letteralmente di tutto pur di favorire l'incontro.

Ma neanche un Papa come Innocenzo III si aspettava un simile impatto di povertà assoluta e felicità in Dio come emanava San Francesco.

E quindi inizialmente non lo capisce e "confonde" San Francesco ed i suoi undici compagni con una delle tante compagnie eretiche o di eremiti esaltati del periodo ... e li allontana senza particolari riguardi.

Il sogno di Papa Innocenzo III

Ma poi il Papa, in sogno, ebbe la visione della Basilica Lateranense in rovina ed un Uomo che la sorreggeva su di una spalla per evitarne la distruzione.

Quell'Uomo lo aveva appena incontrato in udienza ed era Santo Francesco.

Papa Innocenzo III approva la Regola

Il Papa Innocenzo III non approva ufficialmente la Regola Francescana, che poi altro non è che un puro e semplice estratto dal Vangelo.

Innocenzo III infatti dal Suo assenso alla "sperimentazione".

Sarà Onorio III il 29 Novembre 1223 con la Bolla "Solet annuere" ad approvarla.

Ritornato ad Assisi San Francesco si trovò a gestire due problemi molto terreni: la schiera dei Suoi adepti aumentava sempre di più e l'abbandono del Tugurio di Rivotorto.

E' in questo periodo l'arrivo dei vari Frate Masseo (da Marignano), Frate Leone (pecorella di Dio e confessore di San Francesco), Frate Rufino (cugino di Santa Chiara), Frate Elia (Coppi), Frate Ginepro, Frate Tommaso da Celano (il primo grande biografo) e Frate Pacifico (Guglielmo Divini).

Nota dell'autore

Ancor oggi nella cripta della Basilica Inferiore di Assisi si trovano insieme alla tomba di San Francesco quelle dei Beati:

Frate Angelo (+1258),

Frate Leone (+1271) fu il confessore di San Francesco

Frate Masseo da Marignano (+1280)

Frate Rufino (+1249) era il cugino di Santa Chiara ed Agnese

Frate Guglielmo (d'Inghilterra)

e, lungo la scala che dalla Basilica conduce alla cripta, il corpo della Beata [Frate] Jacopa dei Settesoli nobildonna romana moglie di Graziano dei Frangipani.

La tomba di Frate Elia Coppi è invece nella chiesa di San Francesco a Cortona.

Fra Leone fu il compagno di vita di San Francesco inseparabile, fedele e Suo confessore.

E quando, forse vedendo un momento di sconforto di San Francesco stesso, Fra Leone fu preso da una crisi spirituale, San Francesco Gli impartì una la benedizione "personalizzata":

"Il Signore ti benedica e ti custodisca.

Mostri a te la Sua faccia ed abbia misericordia di te.

Volga a te lo sguardo e ti dia pace.

Il Signore ti benedica"

Il testo esatto di questa benedizione (probabilmente originale dell'epoca o quanto meno coevo) è conservato su di una pergamena che si trova nella Basilica di Assisi.

Ma torniamo ai problemi di San Francesco

Se il primo (l'aumento degli adepti) non poteva che renderLo felice, il secondo lo costrinse a trovare un nuovo "rifugio" per i fratelli.

Ma la Regola voleva che i Frati non possedessero nulla e quindi occorreva che qualcuno regalasse o meglio donasse in modo perpetuo il "rifugio".

Questo qualcuno furono i Monaci Benedettini della Badia del Monte Subasio.

In cambio di un cesto di pesciolini all'anno i Monaci cedevano in uso perpetuo ai Francescani la Porziuncola di Santa Maria degli Angeli.

L'Ordine aveva una Guida, una Regola ed una prima Casa Madre.

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San Francesco
San Francesco

Bibliografia

Una piccola bibliografia veramente economica:

Anacleto Iacovelli

Vita di San Francesco di Assisi - Lo Sposo di Madonna Povertà

Samuele Duranti

Nacque al mondo un sole

Hermann Hesse

Francesco di Assisi

Versione web - aggiornamento 4.0

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