La storia
La conversione di San Guglielmo avviene dopo il suo incontro con San Bernardo di Chiaravalle che lo spinse verso la fede.
San Guglielmo inizia il suo percorso con il pellegrinaggio a Compostella (1135/1137?) ove finge di morire per risorgere alla nuova vita spirituale.
Quindi San Guglielmo potrebbe essere il Guglielmo IX conte di Poitou e duca di Aquitania indicato anche negli Acta Sanctorum.
Andò a Roma dove incontrò Papa Innocenzo II (?) che lo esortò ad andare in Terra Santa e dove Vi arrivò nel 1145.
Rimase in Terra Santa fino al 1154 per poi rientrare in Italia prima a Pisa (in località Lupocavio!?) per poi stabilirsi nella Malavalle (Stabulum Rodis - la Stalla dei Rodi) di Castiglione della Pescaia.
Era l'anno del Signore 1155.
Qui con il suo bastone uccise il drago (il suo primo miracolo di oltre cinquanta) che abitava la valle e ne prese possesso fino alla sua morte avvenuta il 10 febbraio del 1157.
La storia ci presenta San Guglielmo di Malavalle come il Padre spirituale, ispiratore e guida nella conversione di San Galgano il santo della Spada nella Roccia di Chiusdino.
Oggi San Guglielmo è (in Italia) patrono di Castiglione della Pescaia, Tirli, Buriano e Vetulonia in Maremma; di Fascia nella Val Trebbia ligure; di Nicola, nel comune di Ortonovo, in Lunigiana e di Minucciano in Lucchesia.
La rappresentazione iconografica
In generale nelle rappresentazioni iconografiche presenti in bassa Toscana di San Guglielmo il Santo è un eremita che indossa la corona penitenziale (il copricapo in ferro) e sotto la tonaca porta il giacco (la corazza di ferro fattaGli indossare sulla carne nuda da San Bernardo) e con una mano imbraccia la lancia ed ai Suoi piedi c'è il dragone agonizzante.
Spesso nell'altra mano compare il Santo Rosario.
Fino al 1575 San Guglielmo fu rappresentato con la grigia tonaca dei Guglielmiti, mentre successivamente indossa la nera veste degli Agostiniani.
Con un brutto anacronismo moderno "aveva cambiato casacca".
Nelle rappresentazioni iconografiche presenti in Liguria ed in alta Toscana San Guglielmo viene invece rappresentato come un guerriero cristiano.
I principali miracoli
La sconfitta del drago che abitava la Malavalle Castiglionese fu il primo miracolo noto di San Guglielmo e segnò per gli abitanti locali un evento veramente importante.
La natura della piana Grossetana dell'ex lago Prile era veramente infame, ostile e selvaggia e forse il drago c'era davvero.
Di altri miracoli tramandati e giunti fino a noi ci è noto il miracolo delle brocche rovesciate di due bambine burianesi nei pressi della Sugherona, brocche da cui non fuoriesce liquido (in quell'epoca questo era un classico miracolo Mariano e dove avveniva spesso si costruiva un Santuario tipo Mongiovino in Umbria).
Ma San Guglielmo era per tutti il signore degli animali specie se feroci (vedi drago ma anche lupi), delle piante (esiste "l'erba di San Guglielmo", un'erba le cui proprietà sono indicate per curare infezioni, ed in particolare il giradito che, ancor oggi, viene chiamato "il male di San Guglielmo") e delle pietre.
Pietre avete letto bene.
Ancora oggi esistono la pietra con l'impronta del Suo gomito e la pietra (masso) ove il Santo soleva sedersi per rilassarsi ... e che è molto meglio di una sala relax.
Concludiamo infine citando una seconda tisana attribuita a San Guglielmo ovvero quella fatta con la polvere di un sasso che non si consumava mai ... e se non è un miracolo questo!
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