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La Certosa del Galluzzo di Firenze
Una vita nel silenzio

Lo scrivente ha realmente visitato la Certosa del Galluzzo di Firenze nel Giugno del 2002.

Ciò che andrò a descrivere è esclusivamente quello che ho potuto vedere di persona e sentire dalla mia guida.

Le visite alla Certosa del Galluzzo di Firenze sono esclusivamente guidate ed avvengono con i classici orari delle abbazie Cistercensi ovvero dalle 9 alle 11,30 e dalle 15 alle 17 (in estate 17,30).

La cadenza della visita è oraria.

Caschi il mondo alle 12 ed alle 18 il suono di una campanella indica la chiusura della Certosa.

Tutto ciò premesso la visita parte dalla cancellata in ferro che chiude la scalinata di ingresso.

Salita la scalinata il monaco guida porta il visitatore dentro il Palazzo degli Acciaiuoli oggi utilizzato come piccola pinacoteca.

Passati i due saloni visitabili, si usce nel piazzale della chiesa ove si trova la Chiesa di San Lorenzo (1545).

Il campanile non è originale in quanto ricostruito nell'ottocento.

L'interno della chiesa è diviso in due parti:

- la parte di ingresso è (era) il coro dei conversi
- la parte interna è (era) il coro dei monaci.

Non è possibile (nel 2002) visitare le cappelle di Santa Maria (lato destro della chiesa) e di Santa Andrea (sotterranea) per problemi di statica e di mancanza di fondi per il loro risanamento.

Dalla chiesa si esce e si entra nella sala del Colloquio destinata alla mezzora settimanale di colloquio tra i monaci.

Ricordo che i monaci Certosini sono votati al silenzio.

Solo per mezzora alla settimana è consentito di parlare tra di loro.

Si passa il chiostro dei monaci e si entra nel refettorio sempre dei monaci.

Specifico dei monaci perchè esistono un refettorio, un chiostro e le celle anche dei Conversi uomini di fede che non hanno preso tutti i voti e pertanto non sono monaci.

I Conversi sono indispensabili per il funzionamento della Certosa perchè possono lavorare all'esterno della Certosa stessa e parlare tra di loro senza vincoli orari.

Ma torniamo alla nostra visita.

Nel refettorio a turno, mentre gli altri monaci mangiano, uno digiuna e legge le Letture Sacre.

Usciti dal refettorio si entra nella Sala Capitolare.

La sala è splendida e le opere in essa contenute spiegano e dimostrano il perchè del termine "opera certosina".

Dalla Sala Capitolare si entra nel Chiostro Grande.

La prima sensazione che si ha è di immensità.

Il Chiostro sembra, ma forse lo è davvero, enorme.

La nostra guida ci fa vedere una delle celle dei monaci, dimensioni da mini appartamento con la struttura del terra tetto, realizzata in modo estremamente funzionale ed efficiente.

Il Chiostro Grande, detto anche "Galilea Maior", è utilizzato come camposanto per i monaci ed ha al centro un bel pozzo in pietra e ferro battuto.

La visita è finita e si torna indietro per l'antica foresteria.

Non voglio dediare con la citazione delle opere viste.

Sappiate che all'interno della Certosa ci sono opere Andrea e Giovanni della Robbia, del Pontormo e forse di Donatello.

Un ultima cosa, come tutte le abbazie Cistercensi, c'è la distilleria con gli immancabili liquori dei frati.

La Certosa del Galluzzo di Firenze


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