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La Certosa del Galluzzo di Firenze
Una vita nel silenzio

La costruzione della Certosa del Galluzzo di Firenze fu iniziata nel 1341 per volontà del fiorentino Niccolò Acciaiuoli che ne voleva fare una cittadella della cultura e della fede atta ad accogliere i giovani fiorentini da avviare agli studi umanistici.

L'Acciaiuoli fu un uomo d'arme e di corte che fece carriera lontano da Firenze nel regno di Napoli.

Abbastanza famoso nel suo tempo fu grande amico del Boccaccio e del Petrarca ed in generale un grande amante della cultura e dell'arte.

Alla morte dell'Acciaiuoli i lavori non erano ancora completati e, come spesso accade quando muore il mecenate, si interruppero.

La storia della Certosa del Galluzzo di Firenze, è trascorsa lenta, senza troppo clamore fino al 1810 con la soppressione napoleonica.

Fu durante questo periodo che il cenobio fu spogliato di tutte le opere d'arte (molti testi scrivono che erano oltre 500), solo in parte poi recuperate, ad esclusione però del coro ligneo con gli splendidi stalli dei monaci decorati ad intarsio.

I bravi monaci lo "incatramarono" così bene che i napoleonici lo ritennero di nessun valore e lo lasciarono a Firenze ... poi i bravi Certosini lo ripulirono perfettamente con la pazienza per cui sono conosciuti.

Nel 1866 gli ultimi monaci Certosini dovettero lasciare la Certosa del Galluzzo di Firenze che era diventata proprietà dello Stato Italiano.

Dal 1958 la Certosa del Galluzzo di Firenze è tornata ad essere un luogo di fede, gestito però dai più loquaci monaci Cistercensi.


La Certosa del Galluzzo di Firenze


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