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La storia di Camaldoli

Eremo e monastero di Camaldoli

Un'oasi di pace e meditazione

Camaldoli

La storia di Camaldoli si intreccia con la storia del monachesimo occidentale.

Fondato nel 1012 da San Romualdo il complesso monastico ha attraversato 1000 anni di incendi (due volte nel duecento e nel trecento), soppressioni nel 1810 (Napoleone) e nel 1866 (Regno d'Italia).

Poco è rimasto di quanto accaduto nel duecento e trecento salvo il fatto che la Comunità conosce una forte espansione.

Nel quattrocento si distisero vari monaci camaldolesi tra cui è Fra Mariotto Allegri (+1478), promotore dei colloqui culturali di Camaldoli sulla vita contemplativa (Disputationes Camaldulenses).

la cella di San Romualdo

La cella di San Romualdo

Il 1500 fu il secolo della Riforma protestante.

Anche la comunità camaldolese subisce una dolorosa scissione.

La scissione avvenne sotto il Priorato Generale di Pietro Delfino (+1525) ad opera di Fra Paolo Giustiniani (+ 1528) noto come fondatore degli Eremiti di Monte Corona.

Nel 1600 e 1700 i centri della Comunità Camaldolese diventano poli di studio per le scienze naturalistiche e matematiche.

Si distinsero in questi anni Fra Ambrogio Soldani (+1808) naturalista e Fra Guido Grandi (+ 1742) matematico e, presso il monastero di Fonte Avellana, l'Abate Don Gregorio Vitali.

Chiesa dell'eremo


L'ottocento fu caratterizzato della due soppressioni dell'Ordine da parte di Napoleone (1810) e del Regno d'Italia (1866).

La Comunità fu sciolta e si disperse nel mondo.

Con il novecento ed in special modo con il nono centenario della morte di San Romualdo (1927) segnò l'inizio di una riscoperta della vita e delle opere di San Romualdo con una quasi rifondazione della Comunità.


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